BCC Iccrea: 2.500 assunzioni entro il 2028, il piano punta su giovani e innovazione. Il gruppo bancario cooperativo BCC Iccrea accelera sulla crescita e mette al centro il lavoro. Nel nuovo piano industriale 2026-2028 sono previste 2.500 nuove assunzioni, un segnale forte in un settore che negli ultimi anni ha registrato una progressiva riduzione degli organici.
Piano BCC Iccrea 2026-2028: numeri e obiettivi
Il piano strategico presentato alle organizzazioni sindacali prevede un significativo rafforzamento della forza lavoro: a fronte di circa 1.800 uscite, il saldo occupazionale sarà positivo per circa 700 unità.
Si tratta di una scelta in controtendenza nel panorama bancario italiano, dove spesso si assiste a chiusure di filiali e riduzione del personale.
Il gruppo può contare su basi solide: l’utile netto ha raggiunto circa 1,9 miliardi di euro, elemento che sostiene un piano di sviluppo ambizioso nei prossimi anni.
Investimenti e tecnologia: 340 milioni per il futuro
Uno dei pilastri del piano riguarda l’innovazione. BCC Iccrea investirà circa 340 milioni di euro in tecnologia, con un focus particolare sull’intelligenza artificiale e sulla digitalizzazione dei servizi.
L’obiettivo è duplice:
- migliorare l’efficienza operativa
- rafforzare la competitività nel mercato bancario
Parallelamente, i sindacati sottolineano la necessità di accompagnare questi cambiamenti con formazione e riqualificazione professionale, per evitare impatti negativi sull’occupazione.
Lavoro e capitale umano al centro
Il piano industriale mette in evidenza la centralità delle persone. Le nuove assunzioni serviranno non solo a coprire il turnover, ma anche a rafforzare competenze chiave, soprattutto in ambito:
- digitale e IT
- gestione del credito
- analisi dei dati e cybersecurity
Grande attenzione anche allo sviluppo interno, con programmi di formazione continua e valorizzazione delle competenze.
Le richieste dei sindacati
Il giudizio sul piano è nel complesso positivo, ma le organizzazioni sindacali chiedono garanzie su alcuni aspetti cruciali:
- migliori condizioni di lavoro
- gestione dei carichi e delle pressioni commerciali
- redistribuzione del valore prodotto
- tutele nell’introduzione dell’intelligenza artificiale
Tra le priorità emerge anche il tema della chiusura degli sportelli bancari, fenomeno che negli ultimi anni ha inciso sulla presenza territoriale degli istituti.
Un piano in controtendenza nel settore bancario
Il progetto di BCC Iccrea si distingue per una strategia che punta su:
- crescita occupazionale
- innovazione tecnologica
- rafforzamento del radicamento territoriale
In un contesto di trasformazione del sistema bancario, il gruppo cooperativo prova così a coniugare sviluppo e attenzione al lavoro, mantenendo al centro la relazione con clienti e comunità locali.
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Cos’è ICCREA e come funziona il sistema delle BCC
Il gruppo BCC Iccrea rappresenta oggi il più grande gruppo bancario cooperativo in Italia e uno dei principali attori del sistema creditizio nazionale. Nato ufficialmente nel 2019 a seguito della riforma del credito cooperativo, il gruppo riunisce oltre 110 Banche di Credito Cooperativo (BCC) diffuse capillarmente sul territorio.
Al vertice si trova Iccrea Banca, con sede a Roma, che svolge il ruolo di capogruppo: coordina, controlla e supporta tutte le BCC aderenti.
Come opera ICCREA in Italia
Il modello è diverso da quello delle grandi banche tradizionali. Il gruppo funziona come una rete cooperativa:
- le BCC sono banche locali, autonome ma collegate tra loro
- Iccrea Banca fornisce servizi centrali (finanza, sistemi di pagamento, gestione titoli, credito)
- l’obiettivo è sostenere famiglie, PMI e territori locali
In pratica, le BCC operano “sul territorio”, mentre Iccrea garantisce solidità, coordinamento e accesso ai mercati finanziari.
Questo modello consente al gruppo di essere presente in oltre 1.700 comuni italiani, spesso anche in aree dove le grandi banche sono assenti.
Il ruolo delle BCC: banche locali e cooperative
Le Banche di Credito Cooperativo (BCC) sono istituti mutualistici:
- appartengono ai soci (clienti e territorio)
- reinvestono gli utili nella comunità
- finanziano soprattutto economia reale, artigiani e piccole imprese
Si tratta quindi di banche fortemente radicate a livello locale, con un approccio più “relazionale” rispetto ai grandi gruppi bancari.
Le principali BCC in Sicilia
In Sicilia il sistema del credito cooperativo è particolarmente diffuso e rappresenta un punto di riferimento per famiglie e imprese locali. Nel gruppo Iccrea sono presenti circa 9 BCC nell’isola.
Tra le più rilevanti si segnalano:
- BCC Pachino
- BCC Toniolo di San Cataldo
- BCC Agrigentino
- BCC Altofonte e Caccamo
- BCC La Riscossa di Regalbuto
- BCC San Giuseppe di Mussomeli
- Credito Etneo BCC
- Sicilbanca
Queste banche operano principalmente su base provinciale o sub-provinciale, con una forte vocazione al sostegno di:
- agricoltura
- turismo
- piccole e medie imprese
- famiglie
Un modello territoriale che resiste
In un contesto di chiusura degli sportelli bancari tradizionali, il sistema delle BCC continua a garantire presenza fisica e supporto diretto alle comunità locali.
Ed è proprio questa rete – coordinata da Iccrea – a rendere possibile anche il piano di nuove assunzioni annunciato per il 2026-2028: un investimento che punta non solo alla crescita del gruppo, ma anche al rafforzamento del legame con i territori, Sicilia compresa.
Comunicato Stampa – FABI
Piano ICCREA, fabi: previste 2.500 assunzioni a fronte di 1800 uscite
Roma, 8 aprile 2026 – Accolto positivamente dalla Fabi il nuovo Piano industriale triennale del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea presentato alle organizzazioni sindacali. Il Piano si fonda crescita occupazionale, investimenti in tecnologia e attenzione al capitale umano. Saranno 2.500 le nuove assunzioni previste nel triennio 2026-2028, a fronte di 1.800 uscite, con un saldo occupazionale positivo che si distingue nel panorama del settore bancario. Con un quadro sostenuto da solidi fondamentali economici, un utile netto a 1,9 miliardi e prospettive di ulteriore rafforzamento entro il 2028, il gruppo di appresta a investimenti di 340 milioni di euro per lo sviluppo tecnologico e l’integrazione dell’intelligenza artificiale. Posta l’attenzione su diversi temi strategici quali ill rinnovo del contratto nazionale, le prospettive di crescita e aggregazione del gruppo, fino al ruolo dell’IA e alla necessità di governarne gli impatti sul lavoro attraverso strumenti condivisi. «Il consolidamento industriale e patrimoniale del gruppo, confermato dal miglioramento dei target di piano, rende necessario un avanzamento delle tutele collettive e individuali del personale con particolare attenzione a organici, carichi di lavoro, pressioni commerciali, formazione e redistribuzione del valore prodotto», ha dichiarato il segretario nazionale Fabi, Luca Bertinotti. «In un contesto in cui il controllo dei circuiti è sempre più concentrato nelle mani delle grandi majors americane, diventa strategico interrogarsi sia sulla creazione di un’infrastruttura europea capace di garantire autonomia e resilienza, sia su un approccio condiviso all’intelligenza artificiale che non solo ne valorizzi le opportunità, ma sappia anche governarne in modo responsabile gli impatti sul lavoro» ha aggiunto il coordinatore Fabi gruppo Iccrea, Pier Giuseppe Mazzoldi.
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